Arte del Fuoco

Testi di Damian Notarnicola

Nobile, rischiosa e aristocratica l’arte del fuoco, progetto che si distrugge nel momento spettacolare di mostrarsi nella ricchezza oracolare delle sue meravigliose articolazioni di colori, ritmi, disegni, prospettive miracolose, rappresenta il mistero della creazione, il grandioso e l’effimero, l’eterno e il mutevole in tutto il suo spietato lirismo iconoclasta. Resta comunque l’arte più ammirata e la meno conosciuta. Tutte le arti si sono costruite un mondo, teorie, regole, storia. I fuochi marciano nel tempo del silenzio

Francesco Nicassio

L’ antica Arte della Polvere da Sparo nasce ad oriente, tra le dense nebbie della storia.

A capriccio e necessità dell’umano sentimento cambia, si trasforma da mezzo di guerra a strumento di utilità sino a splendore dei giochi, partecipando nei secoli, in misura prepotente, alla scrittura della storia e del mondo come noi li conosciamo.

La polvere da sparo rappresenta un’onda che con il suo avanzare inesorabile ha cambiato i destini del mondo abbracciando l’uomo ed il suo percorso da oriente verso occidente, presente nei momenti più alti della storia e nei suoi momenti più bui e profondi. Oltre che strumento di conquista è anche diventato strumento di intrattenimento e gioco, trovando una delle sue massime espressioni nella pirotecnica, l’arte del fuoco d’artificio.

La malia dei fuochi d’artificio resta invariata e costante nei secoli, dalle sue prime manifestazioni collocabili ipoteticamente nel sec. IX nella allora lontana Cina, sino ad oggi, momento storico in cui l’Oriente non è mai stato così vicino e partecipe dei cambiamenti dell’Occidente.

A cosa dobbiamo il fascino e insieme l’alternanza di ammirazione e paura con cui assistiamo ipnotizzati ad un evento pirotecnico? Cosa coglie l’animo che l’occhio non vede o di cui si fa solo parziale messaggero? Quali sensazioni esplodono istantanee, correndo lungo tutti i nostri sensi?

Un brivido indefinito, vortice di sensazioni ricordate, sentimenti nuovi e antichi, scivola dentro di noi contaminando luoghi del sentire istintivi e primordiali. Una girandola di infantile euforia, adulta curiosità, ancestrale paura; il raziocinio ammira disegni, colori, tempi e successioni, ma il cuore e l’animo vibrano ad ogni esplosione di caleidoscopiche combinazioni; l’istinto ci suggerisce la fuga, la distanza, ma la fascinazione ci avvince annichilendoci ed il desiderio silente è quello di avvicinarsi, accostarsi il più possibile per ammirare allo zenit la rappresentazione di sogni inespressi e chimere silenti.

Il Progetto AdF distilla in immagini l’alchimia dei sogni, cercando di dedurre il segreto di quella fascinazione, che cattura l’uomo, indistintamente, qualunque siano le sue origini.
Tra le trame dei colori, le scie di luce e le esplosioni, si è dato inizio ad una ricerca che vuole riscoprire l’essenza di quella primordiale condizione del sentire, irresistibile, che continua ad ammaliare l’uomo e infine codificare tutto ciò nelle immagini presentate.

Attraverso la fotografia si vuole tradurre l’inconscio, generare una lettura dell’intelligibile mediante la concretezza sfuggevole delle immagini.